GIULIA GANUGI

Sociologa – Ricercatrice sociale – Innovatrice accademica

matite colorate in fila, senza nessun ordine preciso, su uno sfondo bianco a rappresentare la diversità e la novità portata dai metodi creativi di ricerca sociale

Metodi creativi e ricerca sociale. Prospettive e pratiche

La nuova Summer School dell’Università di Bologna

Negli ultimi anni un’onda ha travolto le spiagge della tradizione metodologica, depositando una flottiglia di metodi che sono stati descritti con un’ampia varietà di espressioni: fantasiosi, art-based, sensoriali. All’interno di questa moltitudine di definizioni, l’aggettivo “creativo” sembra capace sia di racchiudere l’uso di tecniche di ricerca che trascendono il linguaggio verbale sia di considerare la possibilità di ritagliare spazi di innovazione anche nell’ambito di metodi più tradizionali.

<<I metodi creativi possono essere descritti come approcci processuali che prevedono la creazione di artefatti, anche digitali, utili per incorporare pratiche quotidiane e performative nel progetto di ricerca. Implicano la validazione di sapere ed esperienze di soggetti situati fuori delle istituzioni accademiche tradizionali e creano processi collaborativi e dialogici nella produzione del dato>>.

Descrizione riportata nella quarta di copertina del libro “Metodi creativi per la ricerca sociale”; 
di Alberta Giorgi, Micol Pizzolati ed Elena Vacchelli.

I metodi di ricerca creativi si sono affermati recentemente in ambito internazionale a partire dalla ricerca femminista, postcoloniale e partecipativa. Tuttavia, risultano ampliamente applicati anche in altri settori, tra cui la salute, l’ambiente e gli studi sulla scienza e la tecnologia.

Perché i metodi creativi di ricerca sociale stanno diventando sempre più importanti?

In questo momento storico, la nostra società cambia talmente velocemente ed è caratterizzata da così tante sfide, sia individuali sia collettive, che è assolutamente necessario sviluppare nuove prospettive di analisi (le lenti del ricercatore) per fare ricerca ed essere capaci di cogliere questi cambiamenti.

Utilizzare una ricerca creativa contribuisce a ripensare i rapporti di ricerca tra gli attori coinvolti, a immaginare come la tecnologia possa rendere possibili nuove forme di interazione, a dare voce a persone che tramite i metodi di ricerca tradizionali non vengono coinvolte, e a interrogarsi sui parametri etici che di solito sono dati per scontati.

Questa Summer school è la prima in Italia sui metodi creativi per la ricerca sociale. L’obiettivo del corso è fornire le conoscenze di base delle tecniche creative utilizzate nella ricerca sociale.

Gli insegnamenti erogati consentiranno ai partecipanti di elaborare in modo critico il disegno di una ricerca creativa, sia essa una tesi di dottorato o un altro progetto sviluppato dai partecipanti.

Al termine del corso i partecipanti saranno in grado di:
  • conoscere gli assunti teorici necessari per impostare una ricerca basata su metodi creativi;
  • familiarizzare con le procedure di operativizzazione dei concetti rilevanti;
  • esplorare i principali strumenti creativi per la raccolta dati e le tecniche di analisi per interpretare i risultati ottenuti alla luce delle teorie;
  • utilizzare le tecniche creative come forma di disseminazione alternativa dei risultati ottenuti;
  • progettare una ricerca interamente creative-based.
Gli insegnamenti previsti dalla Summer School:
  • Pensare sociologico – Antonio Maturo
  • Metodi creativi: una mappa – Micol Pizzolati
  • Non su, ma con. Il contributo delle metodologie creative agli studi sulla mobilità e giustizia sociale – Pierluigi Musarò
  • Etnografie digitali. Metodi e tecniche per seguire gli attori online – Barbara Morsello
  • L’auto-etnografia: tra metodi qualitativi e creativi – Luigi Gariglio
  • Connettere contenuti per definire il campo: la cartografia dei video di YouTube – Paolo Giardullo
  • Dal foto-stimolo alla Photovoice: metodi visuali di ricerca sociale – Alice Scavarda
  • Comics-based research – Veronica Moretti
  • Ricerca è/e comunicazione. La disseminazione creativa della ricerca sociale – Giulia Ganugi (ma anche qui per la verisone meno accademica)
La Summer School si svolgerà in presenza a Forlì dal 4 all’8 luglio 2022.

Per tutte le altre informazioni, sul costo, l’obbligo di frequenza, i crediti formativi rilasciati e la modalità di verifica delle competenze acquisite, potete consultare il bando qui.

Per ulteriori informazioni, potete contattare Veronica Moretti, ricercatrice all’Università di Bologna e co-direttrice della Summer School: veronica.moretti4@unibo.it; 333 5877723.

 

L'immagine riporta il titolo della summer school, affiancato dal logo unibo. Sotto l'immagine delle matite come in anteprima e in basso gli obiettivi del corso in sintesi

 

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